Ente di gestione Aree protette delle Alpi Marittime
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Censimenti faunistici

I primi censimenti faunistici in Valle Pesio risalgono all’ ormai lontano 1977, quando il tecnico Bepi Audino venne incaricato dalla Regione Piemonte di monitorare le presenze di gallo forcello nell’ area destinata a diventare, a partire dal 28/12/1978 il “ Parco Alta Valle Pesio”. Tale specie , da allora è stata oggetto di indagini quantitative, sia nel periodo primaverile, su arene di canto, per la valutazione della presenza di maschi adulti potenziali riproduttori, sia nel periodo estivo, (fine Agosto, metà Settembre) per la valutazione del successo riproduttivo.

Il censimento estivo, realizzato con cani da ferma, secondo un protocollo di ricerca  identico a quello in seguito codificato dall’ ONC e adottato dall’INFS,  non è stato attuato nel 1984 per carenza di idonei ausiliari. 

Da allora, sino al 2011 , il monitoraggio ha compreso aree campione per circa 300 ha , ottenendo una serie storica di dati censuali riferiti a tale specie di notevole interesse gestionale.  I censimenti di camosci sono iniziati nel 1981, secondo metodologie  approvate dall’INFS. La metodologia di indagine non ha subito sostanziali variazioni  nel corso del periodo di rilevamento e di conseguenza i risultati ottenuti in 29 anni permettono di valutare realisticamente il trend del popolamento. La valutazione del popolamento di caprioli, specie reintrodotta a partire dal 1985 e che  presenta forti difficoltà di valutazione quantitativa per le sue caratteristiche ecologiche, è iniziata organicamente a partire dal 1993. Per determinare la densità di tale specie si è optato per una metodologia che comprende sia l’osservazione di aree campione da punti fissi, sia le battute di conteggio in aree campione, sia l’esecuzione di “strip census”su percorsi predeterminati.

La reintroduzione del cervo è iniziata a partire dal 1990, con l’introduzione in recinto di soggetti provenienti da cattura nel Parco della foresta di Paneveggio e dalle Foreste Demaniali di Tarvisio.

Nel 1997 un nucleo di tali ungulati è fuoriuscito dal recinto di acclimatazione delle Canavere e partire dal 2001 sono iniziati censimenti per determinare le presenze sul territorio.

Per tale specie , dopo l’utilizzo di vari metodi di indagine, (individuazione di maschi dominanti mediante ascolto dei bramiti, avvistamento diretto, osservazione notturna) si è optato per la valutazione delle presenze mediante osservazione diretta di aree di svernamento e rilevamento dell’ IKA durante ore notturne. 

Le presenze di cinghiale sono state valutate a partire dal 1985 mediante l’osservazione di tracce su terreno innevato, secondo una metodologia ritenuta ottimale per tale specie. Va considerato che il cinghiale compie notevoli spostamenti nell’ arco stagionale e pertanto una definizione precisa della densità stabile su un’unità territoriale è alquanto aleatoria. Sono disponibili peraltro i dati cinegetici di abbattimento, a partire dal1990, che permettono una valutazione molto concreta del reale andamento dei popolamenti, e sono riconosciuti come fondamentale elemento gestionale per la programmazione di interventi nei confronti della specie.

Nella Riserva Naturale del Belbo a partire dal 2003 sono stati realizzati censimenti notturni su transetti predeterminati al fine di valutare l’IKA delle seguenti specie: lepre comune e capriolo.  

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Camoscio

Aquila reale

Primi dati sull’attività di monitoraggio nel territorio del Parco naturale del Marguareis

Attualmente in Provincia di Cuneo sono conosciuti n° 206 nidi di cui 13 su albero (F. Bergese), con una presenza accer- tata al 2005 di n° 34 coppie nidificanti (F. Bergese). Tale dato rapportato alla situazione di partenza riferita al 1983: 26 coppie nidificanti, rivela un progressivo ritorno da parte dell’aquila reale nei propri territori alpini di competen- za. Siamo probabilmente prossimi alla ottimale diffusione della specie che tende naturalmente ad un equilibrio dovuto alla saturazione dei territori vocati ed alla disponibilità di prede.

L'aquila reale è un rapace appartenente all’ordine dei Falconiformes ed alla famiglia Accipitridae. Come nella maggior parte dei rapaci, la femmina è più grande del maschio. Apertura alare: maschio fino a 212 cm, femmina fino a cm 230. Peso esemplare adulto: maschio fino a Kg 4,4; femmina fino a Kg 6,60. Lunghezza tot. (coda-becco): maschio cm 80-87, femmina cm 90-95.

In volo l’aquila è riconoscibile per l’evidente testa nettamente sporgente, coda ampia e lunga, ali in planata tenute con una V molto aperta, quasi piatta ... (sul documento allegato altre informazioni)

Documentazione

Camosci

Dal 1981 vengono realizzati censimenti su questo ungulato

I censimenti di camosci nel Parco, a partire dal 1981, sono stati realizzati dal personale di vigilanza, con il coordinamento del tecnico faunistico, mediante metodologia approvata dall’ INFS, definibile come osservazione da punti fissi di settori predeterminati o da osservatori mobili lungo un percorso preedefinito (Tosi-Toso-Scherini-1986)

La superficie oggetto di indagine è suddivisa in 4 grandi aree: (Pari – Bruseis, Mirauda –Vaccarile, Sestrera-Marguareis-Carsene, Carnino). Ogni Area è suddivisa in vari sottosettori ( da 6 a 8) in cui uno o più rilevatori os- servano la zona assegnata riportando su apposita scheda gli avvistamenti. La scheda comprende una cartografia della zona assegnata. Tutto il personale è in contatto radio per la segnalazione di eventuali spostamenti di animali al fine di evitare doppi conteggi.

I risultati globali dei censimenti sono riportati nel documento allegato

Documentazione

Caprioli

A partire dal 1993 i censimenti di questo ungulato

Il censimento di caprioli, a partire dal 1993, è stato realizzato mediante varie metodologie su aree campione.

La specie , tra gli ungulati, è sicuramente la più difficile da censire per intrinseche caratteristiche etologiche e pertanto sono possibili errori di valutazione anche piuttosto significativi.

Nei censimenti da osservazione diretta è intrinseca una sottostima mentre nei censimenti in battuta è possibile ottenere valori superiori a quelli reali in relazione alla scelta delle aree campione o al periodo stagionale.

Per questo motivo si cercato sempre di adottare varie metodologie, al fine di elaborare una “media ponderata“ dei risultati. In particolare si è optato per metodologia da “osservazione diretta da punti fissi” sulle seguenti aree campione : Mirauda ha. 115- Bruseis ha. 51- Prel ha. 46.

Tali osservazioni vengono realizzate nel mese di febbraio per almeno 10 giornate di osservazione da coppie di rilevatori e viene considerato ai fini censuali il miglior risultato ottenuto, da valutarsi come “risultato minimo certo”.

Per le due aree campione Cioma di ha.80 e Pian del Creus di ha. 30, viene effettuato un percorso fisso (Strip- census) durante il quale è realizzato un avvistamento diretto.

Ulteriori informazioni sul documento allegato.

Documentazione

Cervo

Introdotto nel Parco nel 1991

La valutazione del popolamento di cervi presenti nel Parco, considerato che la specie era di recente reintroduzione, e mancava una memoria storica degli areali frequentati, nonché una specifica esperienza (in primis da parte dello scrivente) nel processo gestionale di tale selvatico,è stata nei primi anni molto difficoltosa.

Attualmente si conoscono bene le aree di svernamento, le zone di pascolo notturne, gli spostamenti quotidi- ani e stagionali.

Il conteggio per osservazione diretta si attua nel versante Sud- Sud Est del massiccio della Mirauda in periodo invernale, che è stato individuato quale principale area di svernamento.

Durante i mesi di Gennaio- Febbraio tale settore viene monitorato per almeno 15 giornate e viene realizzato un censimento quali quantitativo per ottenere parametri demografici il più possibile vicini alla realtà.

Ulteriori informazioni sul documento allegato

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Cinghiale

Stime di popolazione del cinghiale a partire dal 1985

A partire dal 1985 sono state realizzate “ stime di popolazione” di tale specie mediante osservazione di tracce su terreno innevato, unica metodologia in grado di offrire un quadro di insieme sufficientemente indicativo delle presenze. Va considerato che la specie compie notevoli spostamenti stagionali in certi periodi si verificano ampie oscillazioni delle presenze.

La ricerca di fonti trofiche porta , anche quotidianamente , a variazioni importanti dell’ uso dell’ habitat, con branchi che escono dai confini del Parco per alimentarsi nelle ore notturne nei castagneti di fondo vale , per raggiungere alle prime luci dell’ alba quartieri di riposo diurno anche a notevole altitudine all’ interno del Parco.

Mediamente in pieno inverno, con forte innevamento, sono presenti poche decine ( 30/50)di capi all’ interno del Parco, in periodo preriproduttivo. Nel corso dell’ estate e dell’ autunno le presenze aumentano gradualmente sino a raggiungere in certi annate i 100/130 capi presenti. Si ricordi che l’ incremento utile annuo di tale specie può oscillare dal 100% al 200% in annate favorevoli.

Si è pertanto di fronte ad una specie con una dinamica demografica notevolissima, caratterizzata da una plasticità ecologica straordinaria.

Ulteriori notizie sul documento allegato.

Documentazione

Gallo forcello

Studi su questo tetraonide fina dal 1978

Nel Parco il gallo forcello è diffuso, pur con densità variabili, a quote comprese dai 1500 ai 2200 metri.

L’ ambiente di elezione è costituito dal rodoreto-vaccinieto con presenza di formazioni arbustive di ontani verdi, sorbo degli uccellatori o conifere rade.

La specie è caratterizzata da un forte dimorfismo sessuale, nel piumaggio definitivo, infatti mentre il maschio adulto presenta un abito nero con riflessi metallici bluastri, una barratura alare bianca ed una coda, che ha dato il nome alla specie,con una tipica forma a lira.

Le femmine, di dimensioni minori dei maschi, arrivano infatti ad un massimo di 1000 grammi mentre il maschio sfiora i 1400 grammi, presentano una livrea più dimessa, con una colorazione mimetica giocata sui toni del bruno e del rossiccio,è presente anche nella femmina la barratura bianca, mentre la coda accenna appena un abbozzo di curvatura.

Le caruncole sopraorbitali, comuni ad entrambi i sessi, nei maschi, durante il periodo degli amori diventano turgide e aumentano notevolmente di volume per l’azione di ormoni maschili.

Il fagiano di monte, a primavera, dà vita a parate amorose particolarmente spettacolari; infatti è possibile osservare, in settori ad elevata densità, decine di maschi presenti sulla medesima arena di canto dare luogo a scontri inframmezzati da emissioni di rugoli e soffi caratteristici.

Le femmine, alle prime luci dell’alba raggiungono le parti centrali delle arene per accoppiarsi con i maschi dominanti che hanno conquistato le posizioni più favorevoli.

I tetraonidi sono caratterizzati da fluttuazioni cicliche delle consistenze dei popolamenti, dovuti probabilmente a serie di annate climaticamente più o meno favorevoli.

Per poter conoscere il trend delle popolazioni di galli forcelli è fondamentale eseguire censimenti , sia pri- maverili sulle arene di canto che in estate , con l’uso di cani da ferma ,per verificare il successo riproduttivo.

In particolare quest’ ultima operazione richiede l’impiego di cani perfettamente addestrati e di operatori ad elevata specializzazione.

Ulteriori informazioni sul documento allegato.

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